Paola Calvetti, Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili


Dopo un libro pesante ho bisogno di un libro leggero per non farmi domande, oppure per lasciare ancora spazio alle domande del libro precedente.
Questo libro è stata un’ottima scelta ed è arrivato al momento giusto. Un libro corto, agevole e soprattutto divertente.
La narrazione si condensa in un solo giorno ma attraverso le divagazioni si condensano sue intere vite. La scrittura era piacevole, anche se a tratti forzatamente aulica. L’unico difetto di questo libro è che alcune parti sono scritte come se fossero un’accozzaglia di stati e link che trovi su facebook. Chiamateli, se volete, luoghi comuni del terzo millennio.
Questo libro mi è stato consigliato da Goodreads e devo dire che ci ha preso in pieno! E devo anche dire che la protagonista un po' mi somiglia, anche nel rapporto con la nonna, con la sola differenza che io me la sono goduta 25 anni (sempre troppo pochi) ma entrambe sono morte nello stesso identico modo. Quando scatta l'identificazione con il protagonista, il libro diventa magico!



Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del tutto inaspettato è l'inizio di questa storia, con gli sguardi di due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi giorni dal Natale, Olivia - la poco più che trentenne protagonista di questo romanzo - viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il posto di lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così si rifugia in un bar tabacchi e, in attesa di riorganizzare, il suo futuro, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle pagine tralasciano: gli incontri che l'hanno segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si popola di personaggi personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, su Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace di leggere i segnali della felicità nelle scie di un aereo o nel verso di una poesia. La stessa nonna che le ha fatto un dono speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo gli istanti più belli, complici dell'inarrestabile e salvifica fantasia di Olivia. Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato, irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse l'alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua all'innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia.

Commenti

Post popolari in questo blog

Paola Calvetti, Gli Innocenti

Manchester... e il prossimo?

Le cose difficili del mio mestiere